Individuata una nuova patologia clinica del mitocondrio
Cuore
MILANO. I ricercatori dell'Istituto Besta di Milano, del
gruppo di Neurogenetica Molecolare guidato da
Massimo Zeviani, hanno dimostrato l'esistenza di una nuova
patologia clinica del mitocondrio (la "centrale energetica"
della cellula), che provoca una forma di cardiomiopatia
ipertrofica con accumulo di acido lattico ed è causata da
mutazioni in un nuovo gene-malattia, MTO1. Lo studio è stato
pubblicato sull' American Journal of Human Genetics.
La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia del tessuto
muscolare del cuore caratterizzata da un ispessimento delle
pareti cardiache, con conseguenze molto variabili: nella maggior
parte dei casi ha un decorso benigno, ma alcuni pazienti possono
sviluppare sintomi molto severi, come lo scompenso cardiaco, con
rischio di morte improvvisa. L'accumulo di acido lattico è
invece un'alterazione del metabolismo tipicamente associata a
disfunzione dei mitocondri.
Mutazioni in geni nucleari - spiega una nota del Besta - sono
la causa di un gruppo crescente di malattie mitocondriali. E gli
organi maggiormente colpiti da queste alterazioni sono quelli ad
alta richiesta energetica, come cervello, muscolo e cuore. In
particolare, circa il 40% dei pazienti con malattie
mitocondriali presenta problemi cardiaci.
Per indagare le origini genetiche di questa patologia, i
ricercatori, grazie ad una collaborazione con l'Istituto di
Genetica Umana di Monaco (Prof. Holger Prokisch), hanno
utilizzato una tecnica di sequenziamento genico innovativa
(next-generation exome sequencing) che ha portato
all'identificazione del gene-malattia in questione in due
fratelli affetti da cardiomiopatia.
"L'analisi del gene MTO1 - spiega Daniele Ghezzi, primo
firmatario dell'articolo - è stata poi estesa ad altri casi con
uguale quadro clinico e biochimico, permettendo di identificare
altri due pazienti con mutazioni in questo gene. Successivi
studi - aggiunge Ghezzi - hanno permesso di evidenziare una
correlazione tra la funzione patogena delle diverse mutazioni
genetiche e i diversi gradi di gravità della malattia, che può
variare da uno scompenso cardiaco fatale precoce ad una
ipertrofia cardiaca stabile e relativamente ben compensata".
"I risultati della ricerca - sottolinea Zeviani - presentano
solide evidenze circa l'esistenza di una nuova patologia clinica
mitocondriale, caratterizzata da cardiomiopatia e causata da
mutazioni nel nuovo gene-malattia MTO1, coinvolto nella
traduzione del DNA mitocondriale".