"L'ecceso diagnosi e cure fa ammalare i sani"
Il British Medical Journal
ROMA. La medicina moderna fa ammalare pure i sani: dilaga,
infatti, una epidemia di eccesso diagnostico, "over-diagnosi":
troppe persone, oggi, sono trattate per malattie che
non faranno loro alcun male col risultato di dare
farmaci o operare chi non ne ha bisogno, minacciandone, di
fatto, la salute.
A lanciare l'allarme il British Medical Journal, anticipando
il tema di una conferenza che si terrà il prossimo anno in Usa:
Preventing Overdiagnosis.
Sono tanti i motivi, spiega Ray Moynihan della Bond
University in Australia: tecnologie diagnostiche sempre più
sensibili che vedono e segnalano al medico anche minime, e
probabilmente ininfluenti, anomalie; confine sempre più sfumato
tra rischio e malattia vera e propria; abbassamento dei valori
considerati normali per parametri come colesterolo alto,
pressione etc. Molte di queste situazioni possono celare
interessi commerciali.
Qualche esempio di eccesso diagnostico? Uno studio canadese
mostra che quasi un individuo su 3 (30%) cui viene diagnosticata
l'asma in realtà non ne soffre, e di questi 2 su 3 (66%) non
hanno bisogno di farmaci; per diagnosticare iperattività e
deficit d'attenzione (ADHD) si usano criteri diagnostici sempre
più allargati col risultato di un alto rischio di overdiagnosi
e terapie inutili e dannose.
Poi ci sono i tanti casi di 'tumori' trattati ma che in
realtà non farebbero alcun male se lasciati senza cure (perché
non crescono o lo fanno troppo lentamente per nuocere): il
cancro al seno per esempio, circa una diagnosi su 3 fatta
tramite i cosiddetti screening preventivi periodici cui le donne
sono chiamate a sottoporsi, potrebbe essere un eccesso.
Ma si potrebbe andare avanti a lungo: troppi, ad esempio,
prendono farmaci contro l'osteoporosi solo perché considerati a
rischio fratture, ma il rischio associato all'assunzione di quei
farmaci è più elevato dello stesso rischio frattura.(ANSA)