Aiga: basta con gli avvocati "cacciatori di ambulanze"
Nota dell'Associazione dei giovani avvocati, firmata dal responsabile nazionale deontologia Piefernando Panetta
Quella dei "cacciatori di ambulanze è un'ignobile pratica che affligge la nostra professione da sempre – ed è – sconcertante, per la sua ovvia prevedibilità, scoprire che tale pratica (illecita) ha trovato, nell'attuale struttura di comunicazione sociale, un strumento di rapida e capillare diffusione".
Tutto ha inizio dopo la tragedia ferroviaria del 25 gennaio 2018, con una pubblicità sui Socila: "l'infelice uscita mediatica di uno studio veneto deve essere solo un pretesto, anzi un'occasione, per affrontare una vicenda grave che descrive un fenomeno tutt'altro che sconosciuto alla professione forense".
Continua così la nota: [la tragedia] "ha segnato la vita di tanti uomini e donne: morire (o rischiare di morire) mentre si è diretti a lavoro, a scuola o altrove è difficile da poter accettare. La superficialità di alcuni che ha colpito la vita e le sorti di tanti ignari passeggeri, ha ferito anche la dignità dell'avvocatura, laddove l'uso esasperato dei social si è rivelato uno strumento più adatto a dare sfogo all'egoismo umano che a favorire il sentimento d'umanità".