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DALL'AMORE PER PALERMO AL RACCONTO, TERESA MARIA ARDIZZONE A VILLA MAGNISI
La presentazione del libro "Palermo con i miei occhi - Il sogno della rinascita"
“Mi piace perché non ha la consueta ambizione di essere un libro ma soltanto un racconto. Mi piace perché non vuole essere un contenitore di idee… Perché si accontenta e vuole offrire impressioni, sensazioni, emozioni, suggestioni. Perché sembra un disegno della propria vita fatto da una bambina, un’adolescente, una donna, mille donne...”.
Da questo incoraggiamento scritto da Gonzalo Alvaro Garsia sono nate le pagine "Palermo con i miei occhi - Il sogno della rinascita", il libro di Teresa Maria Ardizzone presentato ieri 19 dicembre a Villa Magnisi, sede dell'Ordine dei medici di Palermo.
Il volume, che racconta la progressiva rinascita socio-culturale di Palermo dal dopoguerra al ventennio '60-'80, infatti, non ha la pretesa di essere un saggio né un romanzo, ma la narrazione di una visione storica rimandata dai ricordi e le emozioni vissute e sofferte dell'autrice.
Le pagine diventano così "scavo della propria memoria che non pretende di essere, fortunatamente, minuzia cronachistica consegnata al presente e neppure moralismo incapacitante", come ha scritto il filosofo e scrittore Tommaso Romano nella prefazione.
Tra splendori e miserie della città, Teresa Maria Torregrossa ha sempre sperato in una svolta che potesse restituire a Palermo un grado di vivibilità e visibilità maggiore. "Quella che racconto - ha detto la scrittrice - è la mia Palermo, quella che ho vissuto. Una storia di amore di incessante critica e desiderio di rinascita attraverso la forza della sua storia, delle sue tradizioni e paesaggi, ma anche del suo cibo, ultimo ma non per questo meno importante".
Pensando a Italo Calvino e alle sue Città Invisibili, Ardizzone prende a prestito la frase "Non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimani delle scale, nelle aste delle bandiere, in ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, virgole”. "È in questo modo - conclude - che cerco di narrare la Palermo invisibile, la più nascosta, quella che in pochi hanno conosciuto.
Alla presentazione è intervenuta, tra gli altri, anche la scrittrice e docente Anna Maria Ruta.
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