Al centro della conferenza di Washington la prevenzione e la ricerca sui vaccini
Al via la 19ªInternational Aids Conference
Come si può contrastare definitivamente l'Hiv/Aids? Ci sono due possibili vie che vanno integrate: la prima, una nuova azione di sistema che tenga conto delle realtà locali per aumentare la capacità di diagnosi e trattamento e costruire programmi di prevenzione efficaci; la seconda di sviluppo di un vaccino. E quanto dichiarato da Anthony S. Fauci – immunologo di fama internazionale e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) - sulla rivista Jama in occasione della presentazione della <b>19a International Aids Conference di Washington</b>. ''Da quando nel 1981 è stato riportato il primo caso della sindrome che oggi conosciamo come Aids, intere generazioni sono cresciute sotto gli oscuri presagi di questa moderna piaga. Oggi nel mondo più di 34 milioni di persone vivono con il virus da immunodeficienza umana, che causa l'Aids, e si stima che questa malattia sia stata ragione nel tempo della morte di 30 milioni di individui'', si legge nell'articolo redatto insieme a Gregory K. Folkers.
''Sebbene – prosegue Fauci - ad oggi il tasso di contagi sia in diminuzione o si sia stabilizzato in molte regioni del mondo, la malattia continua a mietere molte vittime: parliamo di 1,8 milioni di morti nel solo 2010, e pena e difficoltà per innumerevoli famiglie e comunità. Nonostante tutto questo possiamo però oggi essere più ottimisti che in passato''.
Mentre nella seconda metà degli anni '80 e negli anni '90 sono stati sviluppati molti programmi di prevenzione dell' Hiv/Aids, nel nuovo millennio si è registrato un calo di attenzione da parte delle istituzioni. In molte aree del mondo vi è ancora scarsa accessibilità alle cure, in assenza di sistemi sanitari, in particolare nelle regioni africane. ''Se riusciremo a rendere accessibili le cure – scrivono i due esperti dal Niaid - in maniera larga a tutti coloro che ne necessitano, potremmo veramente pensare di raggiungere un obiettivo storico: la nascita di un'intera generazione 'Aids-free', ovvero i bambini che nasceranno oggi o domani potranno finalmente vivere in un mondo in cui le morti e i contagi da Hiv/Aids siano estremamente rari''.
Nella lotta all' Hiv/Aids i farmaci antiretrovirali rappresentano non soltanto la storia ma anche il presente e il futuro perché tanti sono i benefici che si sono ottenuti per la popolazione, con una riduzione della mortalità, per fare un esempio negli Usa di due terzi. ''A livello globale – ricordano Fauci e Folkers - si stima che nel solo 2010 siano state salvate circa 700 mila vite grazie alla migliore disponibilità di antiretrovirali nelle nazioni a Pil basso o medio. Ma ad oggi rimangono ancora almeno 8 milioni i sieropositivi che non hanno accesso ai medicinali pur avendone bisogno: la sfida dunque resta ancora quella di trovare risorse e di costruire infrastrutture capaci di fornire questi farmaci a chiunque ne necessiti l'assunzione''. Nonostante i successi il grosso della partita è ancora da giocare e non a caso per inaugurare la conferenza 2012 di Washington è stato scelto lo slogan ''Turning the tide together''.