La spending review verso l'attuazione
Le norme più dure riguardano la qualità dei servizi resi agli italiani e l'impatto sulla vita materiale e l'assistenza sanitaria
Rivedendo complessivamente gli articoli e i commenti che abbiamo dedicato alla spending review sanitaria ci è sembrato doveroso tirare le somme e proiettare il sistema nell'esecutività delle norme. Nei 38 articoli che compongono la legge 135 del 7 agosto 2012, pubblicata in pieno agosto sulla Gazzetta ufficiale le norme più dure riguardano la qualità dei servizi resi agli italiani e l'impatto sulla vita materiale e l'assistenza sanitaria.
In piena canicola estiva le misure che sono divenute presto il simbolo della severità della manovra sono il taglio di circa 15mila posti letto e l'obbligo a prescrivere i più economici farmaci generici (ricordiamo però che sarà sempre il medico in ultima istanza a decidere in funzione della terapia l'opportunità di prescrivere il farmaco di marca 'non sostituibile').
Recuperare la spesa sanitaria a quanto stabilito nella manovra sulla carta, 'qui e adesso', non sarà semplice perchè la revisione della spesa decisa per il Sistema sanitario nazionale si sovrappone ai tagli stabiliti nel luglio del 2011 dal Governo Berlusconi, che nell'arco del 2012 andranno a regime. Insomma i nuovi tagli si aggiungono alle vecchie misure già severe, provvedimenti che gli italiani non hanno ancora conosciuto negli effetti quotidiani sul sistema di cure.
Nel 2015 la manovra sulla sanità permetterà di risparmiare complessivamente 6,8 miliardi, che si aggiungono a 7,9 miliardi che si risparmieranno nel biennio 2013-2015. Sempre sotto l'aspetto degli interventi strutturali e sul fronte posti-letto entro il 31 dicembre si dovranno tagliare 0,3 posti letto ogni mille abitanti (dai 4 attuali a 3,7), in proporzione eguale tra pubblico e privato.
I tagli dei posti letto negli ospedali e nelle cliniche saranno concomitanti alla ridefinizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l'assistenza ospedaliera da parte delle Regioni, che entro il 31 ottobre e in maniera omogenea dovranno essere applicati in tutte le aree territoriali e in tutti i distretti, senza deroghe. Quest'ultimo passaggio risulta delicatissimo anche perchè si tratta di una materia su cui le aziende ospedaliere, le asp e gli enti locali non vantano una diffusa esperienza di buone prassi. Senza dimenticare che queste misure metteranno in crisi il patto di stabilità e costringeranno, con buona probabilità, le regioni ad incrementare la quota del contributo ticket sulle prestazioni.