Notiziario Ordine
I medici italiani lanciano il manifesto “Medici e pace” tra Perugia e Assisi
Il presidente Omceo Amato “La tutela della vita viene prima di ogni conflitto. Non si può tacere”
Il presidente Cao Marrone “Curare significa difendere dignita' e diritti umani”
Palermo, 13 marzo 2026 – I medici italiani rilanciano un impegno pubblico per la pace nel manifesto “Medici e pace” presentato ieri tra Perugia e Assisi, un percorso simbolico tradizionalmente legato alla marcia per la pace e la fraternita'. Il documento, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), richiama la responsabilita' della professione medica nella difesa della vita e del diritto universale alla salute, soprattutto in una fase storica segnata da conflitti armati e crisi umanitarie. “La pace non e' solo un auspicio, e' una responsabilita', ha detto il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli.
“Le immagini che arrivano dai teatri di guerra – ospedali bombardati, ambulanze colpite, popolazioni civili private dell’assistenza sanitaria – mostrano con drammatica evidenza quanto i conflitti colpiscano prima di tutto la salute delle persone – ha proseguito il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, componente del direttivo nazionale della Fnomceo –. La comunità medica non può restare in silenzio. Quando i sistemi sanitari vengono travolti o deliberatamente presi di mira, viene meno il diritto alla cura e la tutela della dignita' umana. Il manifesto richiama la responsabilita' etica della professione, ma è anche una denuncia delle conseguenze sanitarie delle guerre. I medici hanno un ruolo sociale chiarissimo, non possono limitarsi alla dimensione clinica ma hanno il dovere di promuovere una cultura della pace e della prevenzione dei conflitti”.
«La cura e il rispetto della persona rappresentano i principi fondanti della nostra professione – ha aggiunto Mario Marrone, presidente della Commissione albo odontoiatri (Cao) dell’Omceo di Palermo e componente del direttivo nazionale della Fnomceo –. Le guerre producono effetti sanitari profondi e duraturi: interrompono le cure, aggravano le disuguaglianze e mettono a rischio la salute delle popolazioni. La comunita' medica e scientifica e' chiamata a mantenere alta l’attenzione sul valore universale della salute e sul bisogno di proteggere i piu' fragili”.
Il manifesto richiama il legame stretto tra pace e salute pubblica. I conflitti armati, oltre alle vittime dirette, provocano conseguenze sanitarie di lungo periodo: diffusione di malattie infettive, crisi nutrizionali, migrazioni forzate e distruzione delle infrastrutture sanitarie.
In questo scenario la Federazione nazionale degli Ordini sottolinea il ruolo della medicina come spazio di cooperazione scientifica e dialogo tra i popoli.
Il decalogo del manifesto. I medici:
· riconoscono nei diritti fondamentali e nelle Costituzioni il fondamento della pace;
· difendono il diritto alla salute come diritto umano ed europeo;
· sostengono sistemi sanitari pubblici, solidali e universalistici;
· tutelano i pazienti più fragili in ogni contesto;
· chiedono il pieno rispetto del diritto umanitario internazionale e della Convenzione di Ginevra, inclusa la protezione effettiva degli operatori sanitari;
· rifiutano la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti;
· testimoniano, con la scienza e con l’etica, che la cura è un linguaggio universale.