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Medici specializzandi non retribuiti, via libera dalla Cassazione ai risarcimenti
Una nuova pronuncia della Corte di cassazione interviene sul lungo contenzioso relativo ai medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione senza ricevere un'adeguata remunerazione. La Corte chiarisce che conta il periodo di formazione svolto dal 1° gennaio 1983
Chi ha diritto al risarcimento
Con l'ordinanza n. 22989/2026, la Suprema Corte ha ribadito che il diritto al risarcimento può essere riconosciuto anche ai medici che avevano iniziato la specializzazione prima del 1982, se il corso è proseguito dopo il 1° gennaio 1983. Il principio riguarda quindi il periodo di formazione svolto da quella data fino alla conclusione della scuola.
Perché conta il 1° gennaio 1983
La direttiva 82/76/Cee imponeva agli Stati membri di garantire un'adeguata remunerazione ai medici in formazione specialistica e fissava al 31 dicembre 1982 il termine per il recepimento. Dal 1° gennaio 1983 si è quindi concretizzato l'inadempimento dello Stato italiano.
Non conta solo l'anno di iscrizione
La Cassazione supera così il criterio basato esclusivamente sulla data di ingresso nella scuola. Per chi aveva cominciato il percorso negli anni precedenti, il risarcimento è dovuto limitatamente al periodo compreso tra il 1° gennaio 1983 e la conclusione della specializzazione. Lo stesso principio era già stato affermato dalle Sezioni unite della Cassazione.
Gli importi da ricalcolare
L'ordinanza interviene anche sulla quantificazione delle somme spettanti ai ricorrenti. La Cassazione ha censurato il calcolo effettuato dalla Corte d'appello per alcuni medici sulla base di una durata del corso superiore a quella effettivamente frequentata. La causa torna quindi alla Corte d'appello di Roma, che dovrà rideterminare gli importi alla luce dei principi indicati dalla Suprema Corte.