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Biosicurezza negli aeroporti del Mediterraneo, a Palermo la conferenza internazionale. Domani 16 ottobre alle 9 a Villa Malfitano-Whitaker
Biosicurezza negli aeroporti del Mediterraneo, a Palermo la conferenza internazionale
Domani 16 ottobre alle 9 a Villa Malfitano-Whitaker
"La circolazione internazionale delle persone rende indispensabile una prevenzione capace di riconoscere tempestivamente le minacce infettive. Il contributo della professione medica è fondamentale per collegare la sorveglianza alle decisioni cliniche e agli interventi di sanità pubblica. Per questo è importante che il progetto di Palermo si traduca in procedure operative, formazione e percorsi di comunicazione rapidi tra tutte le strutture coinvolte". Così il presidente dell'ordine dei medici di Palermo Toti Amato, che parteciperà alla conferenza internazionale "The Palermo Declaration – A One Health approach to Mediterranean Air Borders Biosafety", in programma domani, 16 ottobre, dalle 9 alle 17.30, a Villa Malfitano-Whitaker, a Palermo. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Human Biosafety Health Ets, guidata da Francesco Bongiorno, e realizzata in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia "A. Mirri" e l'Ordine dei medici di Palermo, punta a rafforzare la cooperazione tra istituzioni civili e militari, sanità, ricerca e sistema aeroportuale per la prevenzione dei rischi biologici nelle frontiere aeree del Mediterraneo.
Al centro dell'incontro la sottoscrizione della "Palermo Declaration", documento programmatico per la costruzione di un modello condiviso di biosicurezza aeroportuale, fondato sull'approccio One Health, che integra la tutela della salute umana, animale e ambientale.
L'obiettivo della giornata per il presidente della Fondazione Bongiorno è "creare un momento di confronto istituzionale e scientifico su una sfida strategica: la biosicurezza delle frontiere aeree del Mediterraneo. Puntiamo a rafforzare la cooperazione tra istituzioni civili e militari, autorità sanitarie e comunità scientifica, promuovendo un approccio One Health a tutela della salute pubblica, della sicurezza del sistema Paese e della resilienza sanitaria dell'area mediterranea".
La Fondazione
La Fondazione Human Biosafety Health Ets, spiega Bongiorno "è impegnata nella biosicurezza e nella tutela della salute pubblica, promuove attività di ricerca, formazione specialistica e cooperazione istituzionale nella gestione del rischio biologico. 'Scientia pericula praevenit, la conoscenza previene i pericoli' è il nostro motto e il principio che ispira il progetto. Attraverso il proprio Comitato scientifico multidisciplinare e una rete di collaborazioni nazionali e internazionali, sostiene l'integrazione tra competenze sanitarie, scientifiche e operative, con particolare attenzione alla sicurezza sanitaria aeroportuale, alla sorveglianza e ai sistemi di allerta precoce". "La conferenza - prosegue - segna un passaggio verso la costruzione di un modello di Air Borders Biosafety che, a partire da Palermo, possa essere sperimentato e successivamente adattato ad altri scali mediterranei, attraverso sistemi condivisi di prevenzione, sorveglianza e risposta alle emergenze sanitarie".
"Palermo può svolgere un ruolo strategico nella costruzione di un modello internazionale di biosicurezza delle frontiere aeree del Mediterraneo. La sua posizione geografica – sottolinea il sindaco Roberto Lagalla - crocevia tra Europa, Africa e Medio Oriente, rappresenta un'opportunità per diventare un punto di riferimento nella prevenzione dei rischi biologici e nella tutela della salute pubblica. La sfida richiede collaborazione, ricerca e una stretta sinergia tra istituzioni e comunità scientifica. Desidero ringraziare la Fondazione Human Biosafety Health Ets, il presidente Francesco Bongiorno e tutti i partner scientifici e istituzionali che hanno promosso questa importante iniziativa. Palermo è pronta a contribuire a questo percorso di cooperazione, nella consapevolezza che investire nella prevenzione significa proteggere il futuro delle nostre comunità".
La Giunta comunale di Palermo ha approvato la "Palermo Declaration – A One Health Approach to Mediterranean Air Borders Biosafety", documento programmatico che promuove la cooperazione tra istituzioni, mondo scientifico e infrastrutture aeroportuali per rafforzare la biosicurezza delle frontiere aeree del Mediterraneo. L'iniziativa coinvolge, oltre al Comune di Palermo, Gesap, Università di Palermo, Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, Arnas Civico e Ordine dei medici di Palermo. Con la delibera del 9 ottobre, la Giunta ha autorizzato il sindaco Roberto Lagalla a sottoscrivere la Dichiarazione in nome e per conto della città. Il documento favorisce il confronto, la formazione e lo scambio di buone pratiche, senza introdurre nuovi obblighi normativi né comportare spese per il bilancio comunale.
Il progetto risponde alla necessità di rafforzare la preparazione delle infrastrutture strategiche di fronte ai rischi legati alla mobilità internazionale, ai cambiamenti climatici, alle zoonosi e alla comparsa di nuovi agenti patogeni. In questo scenario, il Mediterraneo rappresenta un'area particolarmente significativa per lo sviluppo di strumenti comuni di prevenzione.
"L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia assume, con profonda convinzione e senso di responsabilità, un ruolo attivo sul piano istituzionale, operativo e scientifico nell'ambito di questa importante iniziativa", dichiara il direttore generale dell'Istituto, Francesca Di Gaudio. "Il paradigma One Health - prosegue - ci impone di superare una visione frammentata della sanità, nella consapevolezza che la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi sono indissolubilmente connesse. Un principio che assume un significato ancora più profondo nel Mediterraneo. L'elemento di autentica innovazione che l'Izs Sicilia intende apportare a questa alleanza è rappresentato dalla volontà di trasformare i sistemi di biosicurezza aeroportuale, superando ogni logica prevalentemente difensiva e reattiva per costruire un modello avanzato di preparazione predittiva (predictive preparedness), fondato sulla conoscenza scientifica, sulla sorveglianza integrata e sull'anticipazione dei rischi".
"Grazie all'impegno della Fondazione e all'opportunità di sviluppare sinergie con la stessa – afferma Walter Messina, direttore generale dell'Arnas Civico di Palermo - nell'ambito dei contesti organizzativi sanitari è possibile disseminare conoscenze e strumenti avanzati per la governance e la gestione appropriata e tempestiva di questi scenari. In tal senso, proprio con la nostra azienda, lo scorso agosto, è stato realizzato un corso di alta formazione del personale "Preparedness e gestione operativa delle emergenze da virus Ebola (EVD) e patogeni di gruppo IV", che ha visto come docenti gli ufficiali medici del corpo dell'Aeronautica militare".
La collaborazione coinvolge anche il sistema aeroportuale, chiamato a integrare le attività di prevenzione sanitaria con la gestione operativa degli scali e i collegamenti internazionali.
"Gli aeroporti sono oggi infrastrutture strategiche non solo per la mobilità e lo sviluppo economico, ma anche per la sicurezza sanitaria e la resilienza dei territori - dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell'aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino - La scelta di Palermo come primo hub sperimentale del progetto Air Borders Biosafety rafforza il ruolo del nostro scalo quale piattaforma di innovazione e cooperazione internazionale nel Mediterraneo. Come Gesap vogliamo contribuire alla costruzione di un modello avanzato di prevenzione e biosicurezza, fondato sull'integrazione tra ricerca scientifica, istituzioni e sistema aeroportuale. L'ambizione è fare dello scalo di Palermo un hub internazionale di riferimento, capace di sviluppare soluzioni replicabili negli altri aeroporti del Mediterraneo, trasformando la sicurezza sanitaria in un fattore strategico di innovazione, competitività e sviluppo".
Il ruolo centrale della ricerca e della formazione
Una funzione importante è affidata anche alla ricerca e alla formazione universitaria per sviluppare competenze e strategie di biosicurezza applicabili ai diversi contesti sanitari e infrastrutturali.
"L'Università degli Studi di Palermo guarda con grande interesse alla nascita della Fondazione Human Biosafety e alle prospettive di collaborazione che potrà sviluppare nel campo della prevenzione e della sicurezza sanitaria. L'approccio One Health – chiarisce Massimo Midiri, rettore UniPa - al quale il nostro Ateneo è sensibile e sul quale è impegnato attraverso le proprie competenze scientifiche e formative, rappresenta un riferimento fondamentale per affrontare le sfide sanitarie in una prospettiva integrata. Siamo convinti che la collaborazione tra università, istituzioni e autorità sanitarie, insieme alla formazione delle nuove generazioni di ricercatori, possa contribuire concretamente allo sviluppo di strategie innovative di biosicurezza. The Palermo Declaration costituisce un'importante opportunità per valorizzare Palermo come punto di riferimento nel Mediterraneo".
Estratto dal comunicato della Fondazione Human Biosafety Health Ets
In foto da sinistra, il colonnello Paolo Marcatili, il presidente della Fondazione Francesco Bongiorno, il generale di brigata Marco Lastilla e l'ispettore capo Pietro Perelli