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Genetica e umanizzazione delle cure: la Sicilia investe nel futuro dell’oncologia femminile
Luigi Spicola: “ la prevenzione è il pilastro di un sistema sanitario moderno ed equo
In Sicilia il tumore al seno continua a rappresentare la neoplasia più diffusa tra le donne, con circa 3.500 nuove diagnosi ogni anno, pari a oltre un terzo di tutti i tumori femminili. La sopravvivenza a cinque anni si aggira intorno al 63%, un dato in leggero miglioramento ma ancora inferiore rispetto alla media nazionale.
Secondo le analisi del Dipartimento per le Attività Sanitarie e l’Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), l’aumento dei casi rilevati riflette sia il perfezionamento delle tecniche diagnostiche sia la crescita dell’adesione ai programmi di screening. La prevenzione secondaria, attraverso controlli regolari e diagnosi precoce, resta lo strumento più efficace per ridurre la mortalità e migliorare la prognosi.
Per garantire uniformità e tempestività nella presa in carico, la Regione Siciliana ha istituito un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) dedicato al carcinoma mammario. Il documento definisce protocolli condivisi tra i diversi specialisti, tempi standard per l’esecuzione degli esami e modalità di monitoraggio dei risultati, con l’obiettivo di assicurare continuità di cura e qualità omogenea su tutto il territorio regionale.
In questa cornice, si è svolto stamattina (17 ottobre 2025) a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, un incontro tra esperti e istituzioni con l’obiettivo di consolidare il dialogo tra territorio e ospedale e valorizzare il ruolo del medico di famiglia come primo presidio di prevenzione. Il raccordo operativo con le Breast Unit regionali è decisivo per ampliare l’adesione agli screening e ridurre le differenze nell’accesso ai percorsi di cura.
Il vicepresidente dell’Omceo di Palermo Luigi Spicola, ha ricordato che la prevenzione "rappresenta un principio cardine di un sistema sanitario moderno. In una società che mette davvero al centro la salute dei cittadini deve essere parte integrante del sistema sanitario" . "È fondamentale conoscerne e applicarne tutte le sue forme - ha aggiunto - da quella primaria, che agisce prima dell’insorgenza della malattia, alla prevenzione secondaria, che consente di scoprire la neoplasia in tempo utile per intervenire, fino alla prevenzione terziaria, che mira a limitarne le conseguenze e a migliorare la qualità di vita delle pazienti".
Prevenzione e screening
Secondo il Dasoe, nei primi nove mesi del 2025 in Sicilia gli screening oncologici femminili registrano un andamento in crescita. La partecipazione ai programmi di mammografia di popolazione è salita dal 18,8% al 27,8%, con un incremento di quasi nove punti percentuali rispetto al semestre precedente. Pur restando sotto la soglia del 60% fissata dai Livelli Essenziali di Assistenza, il dato segna una netta ripresa dopo gli anni di rallentamento dovuti alla pandemia. Le percentuali più alte si rilevano a Enna, Caltanissetta, Siracusa e Palermo, mentre Trapani e Catania mostrano valori inferiori anche se in miglioramento. Se il trend verrà confermato, la Sicilia chiuderà il 2025 con una copertura prossima al 30%, il livello più elevato degli ultimi cinque anni.
La genetica è uno strumento decisivo
Secondo gli esperti intervenuti, la genetica e i test BRCA1 e BRCA2 sono un pilastro della moderna oncologia. Non si limitano a individuare il rischio ereditario, ma rappresentano un elemento centrale della medicina personalizzata, capace di orientare le decisioni terapeutiche e di guidare il monitoraggio clinico delle persone con predisposizione genetica.
"Il BRCA è un gene che, se mutato, determina una nuova classe di tumori della mammella e non solo. Il test è fondamentale anche per i familiari di una donna portatrice della mutazione, perché consente di mettere in atto modelli di prevenzione mirata" ha spiegato il direttore dell’Uoc di Oncologia medica dell’Arnas Civico di Palermo, Livio Blasi, coordinatore regionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).
Le donne portatrici di mutazioni presentano un rischio fino al 70% di carcinoma mammario e fino al 40% di carcinoma ovarico.
Sul fronte terapeutico, Blasi ha sottolineato i progressi ottenuti grazie ai nuovi farmaci mirati: "Oggi abbiamo un’innovazione terapeutica che ci permette di portare la malattia post-chirurgica alla guarigione. Siamo nell’ordine dell’88-90% delle donne che guariscono dal tumore della mammella. E anche nella malattia metastatica i risultati sono incoraggianti, grazie a farmaci innovativi come gli inibitori del BRCA e l’immunoterapia, soprattutto per le forme triple negative".
Il direttore ha poi evidenziato il ruolo decisivo dei nuovi farmaci mirati, in particolare degli inibitori della PARP, che hanno rivoluzionato la cura dei tumori legati a mutazioni dei geni BRCA. Questi trattamenti agiscono selettivamente sulle cellule malate e, combinati con immunoterapie e farmaci a bersaglio molecolare, hanno migliorato la sopravvivenza e la qualità di vita delle pazienti.
Al Civico è stato inoltre sviluppato un modello integrato di chirurgia, in cui il chirurgo senologo e il chirurgo plastico operano insieme nella stessa seduta, permettendo interventi meno invasivi e ricostruzioni immediate con ottimi risultati estetici e funzionali.
Approccio olistico e multidisciplinare
Il direttore sanitario dell’Arnas Civico, Domenico Cipolla, ha posto l’accento sulla necessità di un modello che unisca diagnosi, cura e supporto psicologico: "Curare un tumore al seno – ha detto - non significa solo eliminare la malattia, ma accompagnare la donna in un percorso complesso, restituendole salute, equilibrio e dignità. Il Civico dispone oggi delle tecnologie diagnostiche più avanzate e collabora con le associazioni che offrono supporto psicologico alle pazienti".
L’attività si basa sul Gruppo Operativo Multispecialistico (Gom), in cui oncologi, chirurghi, radiologi, genetisti, anatomopatologi e psiconcologi valutano insieme ogni caso per definire il percorso terapeutico più adatto. Un modello che integra innovazione scientifica e attenzione alla persona, unendo medicina basata sull’evidenza e umanizzazione delle cure.